venerdì 25 dicembre 2015

TPD: Trattamento Palesemente Discriminatorio

In questi giorni si parla spesso, sui forum e sui social, della famigerata TPD (che significa "Direttiva sui Prodotti del Tabacco" e non -come tutti i vaper potrebbero legittimamente pensare- "Trattamento Palesemente Discriminatorio" ^_^ ). Il motivo di tanto clamore è che il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il Decreto Legislativo di recepimento della TPD europea.
Sono già stati scritti numerosi articoli (come per es. l'editoriale pubblicato da Sigmagazine) che spiegano in sintesi le novità del decreto in materia di tabacco e sigarette elettroniche. Io preferisco qui cercare di dare una risposta ai tanti dubbi e timori che sono stati espressi in Rete in questi giorni.
Devo però prima di tutto sottolineare che io, oltre che appassionato di svapo, sono Dottore Commercialista: con il diritto ci lavoro e so come "leggere" una norma, ma non sono un giurista e quindi potrei certamente dire delle inesattezze. E soprattutto, non ho la sfera di cristallo, e quindi posso solo fare delle ragionevoli previsioni su come si evolverà il mondo dello svapo in conseguenza della TPD.
Se avete altri dubbi, o se le risposte fornite non sono sufficientemente chiare, scrivetemi un commento e cercherò di rispondere al meglio :) 

D.: Quando entrerà in vigore la nuova normativa?
R.: La data ufficiale è il 20 maggio 2016; però è previsto un lungo periodo transitorio, che terminerà il 20 maggio 2017, durante il quale sarà possibile continuare a vendere prodotti "fuori norma": per es. boccini di liquido più grandi di 10ml, o con nicotina maggiore di 20mg/ml, o ancora atomizzatori senza meccanismi di sicurezza. A rigore, questi prodotti "fuori norma", per essere vendibili, devono essere stati importati o prodotti prima del 20 novembre 2016 (quindi ci dovrebbe essere un progressivo esaurimento delle scorte), ma già conosciamo l'enorme capienza dei magazzini dei venditori nostrani... ;) 
Invece, altre parti della norma, come il divieto di vendite transfrontaliere e l'oscuramento dei siti esteri saranno applicate già dal 20 maggio 2016.

D.: Non ci sono speranze che la TPD venga modificata? Si può fare qualcosa?
R.: Certo che si può fare qualcosa! Ci sono diverse petizioni, promosse in diversi paesi europei, per limitare i danni che l'attuale art. 20 della TPD causerà al settore dello svapo. Per es. si può sostenere l'azione legale di Totally Wicked contro l'art. 20 semplicemente sottoscrivendo un semplice form, oppure si può sottoscrivere la petizione tedesca contro l'applicazione della TPD seguendo l'iter descritto in questo articolo di Sigmagazine.

D.: Adesso, con l'avvento della TPD, verranno tassati tutti i prodotti collegati con lo svapo?
R.: La TPD non si occupa direttamente della tassazione dei prodotti da svapo; l'imposta di consumo è sempre disciplinata dall'art. 62-quater del D.Lgs. n. 504/1995. Tenuto conto della censura della Corte Costituzionale, l'imposta di applica solo ed esclusivamente sui liquidi contenenti nicotina (comprese le basi neutre); sono esenti da imposta i liquidi e le basi senza nicotina, gli aromi concentrati e l'hardware di ogni tipo.

D.: E' vero che adesso non si potrà più comprare online dai siti esteri?
R.: No, non è vero; comprare all'estero sarà più difficoltoso, ma sarà sempre possibile (*). In applicazione della TPD, l'Italia ha scelto di vietare le vendite transfrontaliere e quindi si procederà ad un progressivo oscuramento dei siti esteri. Però l'oscuramento è facilmente aggirabile (in modo del tutto legittimo) semplicemente modificando i propri DNS, sostituendo quelli forniti dai nostri fornitori di connettività internet (Telecom, Libero, Fastweb ecc..) con quelli pubblici offerti gratuitamente da Google, OpenDNS ed altri. L'operazione non è difficile; tra le tante guide che spiegano che cos'è il DNS e come cambiarlo, segnalo per es. QUESTA.
(*) EDIT:  Mi è stato fatto notare da chi è più esperto in materia informatica che esistono soluzioni di oscuramento anche molto efficaci e difficilmente aggirabili; per cui specifico che il metodo del cambio del DNS funziona se l'oscuramento verrà effettuato con le stesse metodologie già usate da AAMS per i siti esteri di gioco d'azzardo; se verranno adottate tecnologie diverse, vedremo il da farsi ;) 
 
D.: Se compro liquidi da uno shop europeo senza tassa, rischio che il pacco venga fermato in dogana? Rischio una multa?
R.: La risposta è negativa ad entrambe le domande. All'interno della UE non esistono dogane e le merci viaggiano liberamente. E non è ipotizzabile nemmeno una sanzione, perché il divieto di vendita transfrontaliero colpisce solo il venditore (estero) e non l'acquirente italiano. La differenza è fondamentale, perché una sanzione può essere comminata solo se viene violato un esplicito divieto, e nel nostro caso in nessuna parte della norma si vieta ai consumatori italiani di comprare dai siti esteri. In effetti, a ben vedere, non è prevista una sanzione nemmeno per il venditore, dal momento che la legge italiana non può certo sanzionare un commerciante straniero...

D.: Ma i siti esteri continueranno a vendere agli italiani? Non è che quando vedono che sono italiano si rifiutano di vendermi i loro prodotti?
R.: Questo è certamente possibile. Ci sono siti che già da tempo (per es. EBNFerro), per "non avere problemi", hanno rinunciato del tutto al mercato italiano. Altri siti dovranno invece verificare se la propria normativa nazionale permette le vendite all'estero: giusto per fare qualche esempio, l'Ungheria ha vietato completamente le vendite online (interne e transfrontaliere), la Slovacchia permette le vendite transfrontaliere ma rispettando eventuali divieti esistenti nel paese di destinazione, mentre altri paesi hanno previsto un divieto "all'italiana", diretto solo alle aziende estere ma non a quelle nazionali. E' ragionevole supporre che ci sarà sempre qualche paese europeo che permetterà la vendita online, garantendo a noi consumatori italiani -previo cambio di DNS- uno sbocco alternativo all'acquisto interno (maggiorato di imposta di consumo).

D.: Tutti gli atomizzatori e le e-cig ora dovranno avere una capienza massima di 2ml?
R.: Il limite di 2ml si applica solo alle e-cig monouso e alle cartucce di ricarica contenenti liquido con nicotina; ma la legge non vieta di vendere atomizzatori di capienza superiore, a patto che vengano venduti vuoti (senza liquido), che abbiano un meccanismo di apertura a prova di bambino e che garantiscano una ricarica senza perdite. Chiaramente il mercato dovrà trovare soluzioni che garantiscano un maggior grado di sicurezza, rispetto a quello attuale; ma confido che presto si troverà qualche soluzione tecnica che rispetti la legge e non renda troppo difficoltoso l'utilizzo: penso per es. ad una protezione anti-bambino che magari possa essere rimossa dopo l'acquisto, se l'acquirente non vuole armeggiare troppo ad ogni ricarica.

D.: Quindi la TPD azzererà il commercio degli atomizzatori creati artigianalmente dai più noti modder?
R.: A questa domanda è difficile rispondere. A rigore, la legge imporrebbe anche ai modder di adottare le misure di sicurezza previste dalla normativa, ma ho la netta impressione che l'intera normativa sia destinata al settore "mainstream" dello svapo (prodotti di fascia media e bassa utilizzati dalla maggioranza dei vapers) e ignori anche l'esistenza di una produzione artigianale di nicchia come quella degli atomizzatori di questo tipo. Personalmente, ipotizzo che queste creazioni continueranno ad essere vendute come oggi, dati i ridottissimi volumi di produzione.

D.: Il limite di 10ml e la gradazione di nicotina massima di 20 mg/ml si applicherà anche alle basi neutre?
R.: Temo proprio di si. Le basi neutre sono pur sempre "liquidi contenenti nicotina" e quindi non possono sfuggire a questi assurdi limiti di capienza e di gradazione. Da quando entrerà in vigore la norma, per mixare 100ml di liquido a 9mg dovremo utilizzare quasi 5 boccini di base a 20mg, con buona pace del danno all'ambiente e della intrinseca rischiosità del maneggiare tanti boccini uno dopo l'altro.

16 commenti:

  1. Grazie per queste informazioni..Provvedo a diffonderle e a condividerle.

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  2. Grazie delle domande/risposte che in molti ci poniamo. Bell'articolo, chiaro e sinstetico.

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  3. L'oscuramento dei siti esteri è una cavolata. È impossibile bloccare la visibilita a tutti gli italiani. Oltre al dns, per entrare in siti "oscurati" ci si riesce con altri sistemi, tra cui il cambio di IP.
    Però, se questi siti, tra cui gearbest, fasttech, e compagnia bella si rifiutano di vendere agli italiani, siamo punto a capo.

    Questa legge è la solita "italianata" per far continuare a guadagnare certe industrie/società. Non è la prima, qualche anno fa non è passata la legge sulla marijuana che avrebbe portato allo stato miliardi di euro; ma a quanto pare, la mafia ancora ha il monopolio.

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    1. Gearbest e Fasttech, e in generale i siti extra-UE, non avranno alcun problema a vendere agli italiani incauti che compreranno da loro beni soggetti ad imposta o soggetti alle nuove norme di sicurezza. Dalla Cina e dagli USA la dogana c'è, eccome! Considerate le norme di sicurezza che verranno applicate sui liquidi (notifica preventiva) e sull'hardware (chiusura child-proof ecc.) saranno ben pochi gli oggetti che -a mio parere- riusciranno ad entrare dalla Cina e dagli altri paesi extracomunitari.
      Concordo che questa legge è la solita "italianata", anche se per certi versi l'italianata va a nostro favore ("nostro" nel senso dell'Italia): avrebbero ben potuto fare come altri paesi e vietare anche alle aziende italiane la vendita transfrontaliera, mentre l'hanno vietata solo alle imprese estere (quindi l'Italia può continuare a vendere agli altri paesi). A noi personalmente come vapers non fa una grossa differenza, ma per chi ha uno shop online in Italia la differenza è fondamentale...

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  4. Ciao numenor, come sempre chiaro e conciso, però volevo farti una domanda, ma il limite di 10ml a 20mg/ml di nicotina è solo sulla quantità, non gravano tasse extra giusto? Quindi il prezzo dovrebbe rimanere invariato? Cambierebbe solo la quantità di boccette da acquistare, prima una da 1 litro adesso 100 da 10ml?

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    1. Ciao Manuel,
      la TPD fissa solo dei limiti di capienza (10ml per i boccini, 2ml per le cartucce) e di gradazione (20 mg/ml) per i liquidi con nicotina, non stabilisce nuove imposte o maggiori costi: quelle italiane sono già più che sufficienti :P .
      Però è abbastanza ovvio che 100 boccini da 10ml costeranno complessivamente più di 1 litro, e 10 cartucce da 2ml costeranno di più di un boccino da 20ml, se non altro per questioni di packaging e processo di imbottigliamento. Inoltre ci sono i costi di smaltimento: se viene attivato un sistema di ritiro delle cartucce vuote (come ha annunciato per es. l'italiana DEA), i relativi costi graveranno ovviamente sul consumatore finale.

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  5. Complimenti per le spiegazioni,scommetto che nessuno Shop italiano fisico e online farà manifestazioni contro questa legge,chi di dovere ce l ha fatta a farci comprare solo in Italia

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  6. Raffaele Russo3 febbraio 2016 10:28

    Gentilissimo Numenor, avrei una domanda...ma quindi gli shop online italiani che forniscono utenti privati e shop fisici potranno approvvigionarsi dopo il 20 maggio 2016,da produttori cinesi, tipo Joyetech, Kanger, Innokin etc. ,e, in caso negativo, quale sarà l'hardware che si potrà commerciare? Nel 2016 avevo intenzione, nei limiti delle possibilità, di aprire uno shop fisico e attualmente sono veramente confuso...

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    1. Eh, è normale che tu sia confuso, con tutte queste norme che si accavallano...
      Un negoziante italiano deve rispettare contemporaneamente due norme: il decreto di recepimento della TPD ed anche il decreto che stabilisce la tassa sui liquidi. Cerco di farti un breve riepilogo distinto per classi di prodotto.
      1) LIQUIDI (E BASI NEUTRE)
      Come negoziante, sin da subito hai l'obbligo di acquistare i liquidi con nicotina esclusivamente da depositi fiscali italiani, pagando ovviamente la tassa. I liquidi SENZA nicotina sono attualmente in una zona "grigia": la legge attuale ancora non è stata dichiarata incostituzionale (lo sarà di certo, prima o poi), e quindi teoricamente anche i liquidi senza nicotina sarebbero ancora soggetti a deposito fiscale; però AAMS ha già preso atto ufficialmente che i liquidi senza nicotina sono DI FATTO esenti da imposta, quindi sin da ora direi che si possono liberamente acquistare fuori dai depositi fiscali, anche anche dall'estero.
      La situazione descritta vale da adesso fino al 20 novembre 2016; a partire dal 20 novembre, i liquidi con nicotina dovranno sempre essere comprati dai depositi fiscali, e in più dovranno essere in boccini di max 10ml con gradazione di nicotina max 20 mg/ml, e dovranno essere certificati (cioè il produttore/importatore dovrà aver presentato la notifica preventiva e dovrà in qualche modo attestarlo). Eventuali liquidi "fuori norma" comprati prima del 20/11/2016 potranno essere venduti fino al 20/05/2017. I liquidi SENZA nicotina invece continueranno ad essere venduti liberamente, anche in boccioni da litro e senza certificazione, e potranno essere comprati anche all'estero.
      2) MINI-ECIG e relative CARTUCCE.
      Tutti i dispositivi e le ricariche che vengono venduti GIA' RIEMPITI di liquido con nicotina devono essere acquistati già adesso solo da depositi fiscali italiani; a partire dal 20/11, in aggiunta, potrai acquistare solo dispositivi e ricariche che rispettino il limite di capienza di 2ml, e il limite di nicotina di 20 mg/ml (ma potrai continuare a vendere le vecchie rimanenze di prodotti "fuori norma" fino al 20/05/2017).
      3) ATOMIZZATORI.
      Gli atomizzatori venduti vuoti, senza liquido all'interno, sono e saranno di capienza libera: per questi non vale il limite di 2ml. Fino al 20/11/2016 potranno essere comprati liberamente da chiunque, anche dall'estero; successivamente, potrai continuare a comprarli da chi vuoi, a patto che il venditore ti certifichi che gli atom rispettano la TPD: tenuta stagna, chiusura anti-bambino, ricarica a prova di perdite. Se il venditore è un produttore ufficiale europeo, sicuramente non avrà problemi a darti la relativa certificazione; se il produttore è un modder semi-artigianale, oppure se è americano, thailandese o cinese... non ci conterei troppo.
      4) ALTRO HARDWARE (batterie, box, fili, wick, cotone...) E AROMI CONCENTRATI.
      Per questi, non esiste e non esisterà nessun limite: li puoi comprare da chiunque e non devono avere alcuna certificazione, se non le consuete certificazioni CE / ROHS.

      NOTA IMPORTANTE: TUTTO QUANTO SOPRA OVVIAMENTE COSTITUISCE UN PARERE PERSONALE, NON PROFESSIONALE. Ti raccomando di farti assistere da un bravo commercialista (meglio se vaper! ^_^ ), almeno nelle prime fasi di attività.

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    2. Raffaele Russo3 febbraio 2016 20:49

      Carissimo, apprezzato tantissimo il tempo dedicatomi per una risposta così esaustiva! Un abbraccio ad una persona tanto dedita alla causa e tanto meritevole di assoluto rispetto!

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  7. Articolo esaustivo in ogni punto. Grazie e complimenti!

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  8. Se ho capito bene: le basi neutre contenenti nicotina rientrano nella casistica dei limiti di capacità, quindi vuol dire che basi neutre a nicotiun 0mg rimangono libere da vincoli di volume? Eventuali aromi e concentrati a 0mg di nico?

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    1. Si, confermo che liquidi senza nicotina (basi ed eliquids) e aromi concentrati non sono soggetti a TPD e quindi sono vendibili liberamente, senza limiti di volume.
      Rimane però il problema dell'oscuramento dei siti esteri: se un sito estero venderà anche solo un prodotto soggetto a TPD, sarà oscurato (l'oscuramento non può essere selettivo, ma colpirà l'intero sito) e secondo me questo creerà situazioni di forte ingiustizia; penso per es. ai siti che vendono liquidi con nicotina ma che rifiutano di spedirli ad acquirenti italiani: secondo me saranno oscurati anche quelli, tanto chi si può lamentare, a parte i vapers (che non contano niente)? :(

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  9. Le lobby del tabacco continuano a colpire.

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